REVIEW PARTY: Storia segreta di Angelica Li di Elena Salem

Cari sognatori, oggi vi presentiamo il toccante e significativo romanzo di Elena Salem, edito Delos Digital!!!

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GENERE: narrativa, contemporaneo 
DATA DI USCITA: 22 novembre 2022 

Ebook / Cartaceo

Angelica Li ha solo 13 anni, e ha appena sconfitto la leucemia. Quando scompare dall’ospedale in cui era ricoverata, nessuno riesce a comprendere cosa stia accadendo. Chi potrebbe far del male a una creatura così fragile? Un romanzo sulla vita, le sue contraddizioni e iniquità, ma anche un libro sull’amore e sulla speranza di un futuro migliore. Possibile che sia stata rapita? Se lo chiedono parenti, amici e inquirenti, e il mistero si infittisce quando cominciano a girare voci sul fatto che nell’ospedale sono state condotte sperimentazioni illecite su Angelica e altri bambini, con farmaci non autorizzati. Mentre sale la disperazione del padre di Angelica, Wen Li, e di Regina Pardo Roquez, una volontaria dell’ospedale che è anche la madre di Eva, proprietaria di una prestigiosa casa editrice. Le ricerche per ritrovare Angelica, il mistero sulle sperimentazioni sui bambini e le vicende della casa editrice si intrecciano in un incalzante susseguirsi di eventi fino all’epilogo finale, che mette il dito in una delle più terribili piaghe della società moderna: la tratta degli esseri umani. Un libro capace di toccare le corde più profonde, che non può lasciare indifferenti.

Il romanzo di cui oggi mi accingo a parlarvi non è solo una storia inventata, poiché sebbene i personaggi siano irreali e la storia di per sé sia inventata, nasce da una realtà che ai giorni nostri sappiamo e ne sentiamo le notizie, ma che pure è una realtà così distante da noi e la nostra vita.

Se tutto nasce dalla scomparsa della dolce Angelica, in verità ci porta a vivere appieno 7 giorni in cui la realtà di ivi coinvolti ne viene segnata indelebilmente. Angelica è una dolce pre-adolescente purtroppo affetta da un brutto male, la leucemia, ed è per questo che è ricoverata nel reparto di pediatria di uno degli ospedali più rinomati di Milano. Ma domenica notte scompare senza lasciare traccia, tutti i suoi effetti personali scomparsi e non una traccia video del percorso intrapreso per uscire dall’ospedale… Rapita?… Scomparsa volontaria? Cosa si cela sotto lo strato di sorrisi sereni e vestiti per bene?

Con questo libro, la scrittrice ci porta a vivere sette giorni all’interno di tutti i personaggi coinvolti, dal commissario, i poliziotti assegnati all’indagine, gli infermieri del reparto di pediatria, la direttrice dell’ospedale a Regina una benefattrice, ma anche a tutta la sua famiglia. Ci insegna come una sola persona possa portare a trovarsi persone culturalmente diverse, di classi sociali diverse, ma al contempo con un solo filo conduttore: Angelica. Questi personaggi, tutti con una loro storia e un loro passato rappresentano persone reali, realtà vera che a tutt’oggi la si può scoprire nel vicino di casa, o in un passante in cui casualmente potremmo scontrarci. Ciò comporta tematiche forti e di grande impatto culturale, sociale, legale e di coscienza.

Seppur ambientato in Italia, la scrittrice ci trasporta a tu per tu con una cultura multietnica con i sui tabu, antri oscuri e pregiudizi, dalla Russia al Sud Africa, dall’America al nostro paese collegati da un filo conduttore assai gravoso e immorale, lo schiavismo in tutte le sue forme. Infatti il fulcro del romanzo è un’inchiesta nell’inchiesta, dove ciò apporta un fatturato maggiore dello spaccio e la produzione di droga, del nostro secolo, dove la materia prima e sempre maggiore dovuta all’aumento della povertà, che porta nei paesi più indigenti genitori a vendere i propri figli o accettare proposte fittizie di una vita migliore in Europa e tutte le grandi città di maggiore sviluppo. Ciò che si cela dietro a queste organizzazioni è qualcosa che è impossibile immaginare, l’abominio/essere vili di questi “grandi uomini”, manovratori di esseri umani come mera merce di guadagno, scambi, carne da macello. Un mercato che appena fai morire un vespaio altri mille ce ne stanno ancora vivi.

Porta più di tutto a noi, la Forza delle Donne, caratterizzate da varie figure all’interno della storia, è come una scala di crescita, dall’ingenuità adolescenziale all’esperienza della vita fatta di scelte ardue e rinascite, fino alla saggezza data dall’età, dal saper riscoprirsi e ricominciare indipendentemente dagli anni.

Un personaggio che molto mi ha colpito è stata Eva, (una donna che in parte mi ha ricordato mia mamma), vincolata dal suo pregiudizio, in una fase d’età di svolta, bloccata dal suo senso di perdita e al contempo non disposta a rinascere, dove tutto quello che ha si trasforma in un’ancora che testardamente non vuole far issare a costo di far naufragare la nave. Vista così da occhio esterno si penserebbe a un acciacco di anzianità, ma in verità ella cela in sé a mio parere la profondità dell’essere donna, essere sola, un personaggio con un carattere combattivo, forte, una roccia indistruttibile in apparenza, ma che nel suo animo molte fragilità la frenano nel realizzarsi, ma anche comprende ciò che è la realtà oltre il pregiudizio.

Una di quelle persone che difficilmente smuovi dalle decisioni prese, ma che loro stesse ragionando e comprendendo i loro sbagli sanno brillare in modo abbagliante. Ma come dicevo non c’è solo lei e di parallelo troviamo due donne che per loro la vita non ha avuto sconti né lieto vivere, due personaggi che sulla loro pelle hanno vissuto gli orrori del lato oscuro celato sotto il “buon nome di famiglia”, dove denunciare era come spendere parole al vento, perché chi poteva fare non credeva oppure era ben “oliato”. Un passato che segna in cui ti trovi due strade tra cui scegliere, continuare la tua vita con annessi e connessi.

Non lesina di leggerezza neanche nel fronte delle indagini, dove qui ci porta dentro la storia degli orrori di un paese lontano, delle scelte di un uomo che ha lasciato tutto non per un ideale ma per la giustizia vera, scappato da uno stato dittatore e che sopprime. Ci porta con tatto e sensibilità dentro a vite spezzate, passati poco limpidi, dove l’anima dei personaggi prende forma di volontà propria, plasma la figura distintiva di sé e ti conduce/accompagna passo passo per tutta la storia. Infatti la struttura del romanzo è assai arguta e interessante, poiché ogni giorno si avrà modo di vivere le esperienze e la vita di ogni personaggio coinvolto e legato all’indagine, ecco che quindi un solo giorno diventa un puzzle da assemblare, pezzi che non combaciano mai fin quando…

Ho amato l’inserimento molto ben strutturato ed importante della figura di una Casa Editrice dei giorni nostri, che nata in un passato più semplice si ritrova dunque a scelte obbligate, a conflitti interiori, alla paura di snaturare ciò che si è creato con un ideale integerrimo a fronte della tecnologia, numeri di vendita, fatturato contro qualità e particolarità di pubblicazione. Un po’ come questo libro, che seppur non sia di “massa”, ha il suo valore profondo, un caposaldo culturale che sa portare il lettore oltre la sua realtà e ciò che conosce, sa far riflettere, torciare il naso, arrabbiare, indignare e tanto altro ancora, ma più di tutto ti segna interiormente.

La scrittrice ha fatto un’ottimo lavoro di ricerca e studio nel portare più argomentazioni e realtà diverse, unite da un unico fattore denominatore, la scomparsa di una bambina. Unisce editori, investigazioni, medicina e ricerca in un volume che va letto con attenzione, compreso nella sua interezza e non va mai giudicato (cosa difficile a volte), se non alla fine. Credo che il dibattito interiore resti a un’impasse a livello etico-medico alla fine, poiché seppur sia giusta una cosa, è giusta pur l’altra e allora come scegliere da che parte schierarsi?

Non è semplice parlare di queste pagine, è un libro particolare che vuole attenzione e di cui ho cercato di dargli il giusto rispetto che merita, ma a volte non riesci ad arrivare al livello del romanzo che racconti da mera lettrice. Tutto ciò riguarda proprio questo scritto, che per quanto a parole abbia cercato di portarvi almeno uno scorcio di esperienza di ciò che cela al suo interno, ancora non basta, le mie parole risultano veramente effimere di fronte a queste pagine a cui è impossibile per me eguagliarne il livello e la profondità dell’esperienza vissuta nella sua lettura.

Quindi non vi resta che essere voi a leggerlo e vivere sette giorni di un’indagine che vi porterà a contatto con la vita vera, fatta di luci e ombre che noi molto spesso tendiamo ad ignorare per dormire sereni la notte, nel nostro piccolo universo privato.

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(Blogger Sognare) 


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