Il buio nell’acqua di Louise Doughty – 22 giugno 2017

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Louise Doughty, l’autrice del fortunato Fino in fondo, con questo nuovo romanzo ci fa fare il giro del mondo. Perché il protagonista, Harper, va e viene dall’Olanda alla California, al sudest asiatico, prima come vittima di una madre instabile, poi come spia e mercenario.
All’inizio lo troviamo nascosto sulle pendici di una montagna, a Bali, in attesa di sapere se o quando un sicario si avventurerà fin lì per ucciderlo. Sa di non potersi fidare di nessuno, nemmeno del servitore premuroso che potrebbe rivelarsi un carceriere prezzolato. Quando vince la paura e decide di scendere fin sulla costa mimetizzandosi fra turisti e abitanti indaffarati, conosce una donna, Rita. Se non proprio un colpo di fulmine, l’incontro è un’immediata, reciproca attrazione che culmina in una notte di sesso. Lo scoppio di passione però si rivela subito per qualcosa di più. Passa poco tempo prima che Harper capisca che anche la taciturna Rita nasconde un passato tragico. Come il suo.
Il racconto delle vicende di Harper sul campo è una spy story, o, se vogliamo, un thriller alla maniera di John Le Carré e Graham Green, dove è la psicologia del protagonista, più che non l’azione, a interessare l’autrice. Che dimostra un talento eccezionale nel ritrarre sia un uomo dal passato ambiguo e complicato, sia una donna vittima di una tragica situazione familiare. La storia d’amore tra i due è tenera e appassionata, ma sono paura, rimorsi e rimpianti ad accenderla e mantenerla viva. Come nei romanzi di guerra, oltre che nei thriller, l’amore che nasce nell’immediato pericolo ha un’intensità particolare, assume connotati di suspense pari a quelli dell’azione vera e propria.
Come sempre nei romanzi di Doughty, è solo nelle ultime pagine che viene rivelato qual è il «vero» segreto, quale rimorso ossessiona il protagonista rendendolo, se non proprio indifferente, almeno rassegnato alla minaccia di morte che incombe su di lui. Un segreto nascosto nell’«acqua buia» del titolo.

«Come Elena Ferrante, Louise Doughty ha la capacità di narrare con straordinaria efficacia la disperazione sentimentale.»
«Corriere della Sera» – Isabella Bossi Fedrigotti

«Doughty è maestra nel costruire la suspense. La scrittura è intensa, visiva, potente.»
«The Guardian»

«Louise Doughty è qui al suo meglio… bravissima nel raccontare una passione sessuale che diventa forza di cambiamento e di redenzione.»
«The Times»

«Un romanzo eccellente che è tante cose insieme: l’analisi di un carattere, uno sguardo sui diritti civili americani, una riflessione sulle conseguenze della politica estera, una storia d’amore e un ritratto dell’Indonesia inquieta del Ventesimo secolo.»
«New York Times Book Review»

«Un libro per i lettori di John Le Carré e Graham Greene, e per tutti coloro che amano i quesiti morali estremi. »
«The Spectator»

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